CLEMSA thumb 2

Unisci la bellezza simmetrica e impalpabile delle forme geometriche con la materialità di tessuti appartenenti a culture lontane, in una trama a intreccio interamente realizzata a mano e senza cuciture. Da quest’incontro nasce CLEMSA, il brand della giovane designer romana Sabrina Clementi, che per il suo progetto di tesi in Product Design si era posta l’obbiettivo di realizzare una tappezzeria indossabile. Nascono accessori dalle forme armoniche e colori delicati, rigorosamente Made in Italy, che raccontano l’eleganza sussurrata, semplice e raffinata, di una donna chic e metropolitana.

Giada: Qual è l’ispirazione che ha dato vita al tuo brand?
Sabrina: l’ispirazione iniziale nasce all’interno della ricerca sugli artefatti tessili appartenenti a comunità nomadi di diversi continenti: Messico, Asia Centrale, Africa Settentrionale e Italia. In particolare mi hanno ispirato i motivi decorativi e simbolici presenti su tali tessuti, tra cui soprattutto la losanga – la figura geometrica del rombo – che è l’elemento comune e unificante tra le diverse culture.

Giada: che prodotti hai realizzato e di quale tecnica ti sei servita?
Sabrina:
data la mia formazione in ambito architettonico, i primi prodotti che ho realizzato sono elementi di interior design. Ma quelli che caratterizzano maggiormente il marchio CLEMSA sono gli accessori, e in particolare le clutch.
All’interno del mio progetto tesi in Product Design ho ideato una tecnica di intreccio, realizzato a mano su diversi tessuti e senza l’utilizzo di cuciture. Poi ho deciso di brevettarla, applicandola su vari tessuti e pellami.

Giada: che cos’è “No.Made”?
Sabrina:
“No.Made” è una collezione che ha delle affinità con quelle superfici tessili che le comunità di cui vi parlavo usavano nella vita quotidiana, sia come “casa” sia come indumento. Segue modelli legati ad un’artigianalità del passato ma con un’anima e una fattura assolutamente contemporanea, connotati dalla preziosa eleganza delle forme, dall’elevata qualità delle pelli e dall’accurata scelta dei colori.

Giada: cosa accende la tua creatività?
Sabrina:
sono una sognatrice, quindi parte tutto da lì. È un viaggio che può nascere da qualsiasi spunto.

Giada: quanto ti influenza la passione per l’architettura nella creazione di accessori moda?
Sabrina:
molto, il mio lavoro è il frutto del mio percorso accademico. L’intreccio stesso parte da motivi geometrici che si incastrano tra di loro dando vita ad un disegno che molti definiscono un’architettura. Penso che se non avessi fatto quell’esperienza di studio e di ricerca con le varie conoscenze che ho acquisito e la passione per questo campo non sarei mai arrivata a progettare la trama che applico ora agli accessori.

Giada: quali sono le sorprese che ti hanno dato più soddisfazione?
Sabrina:
senz’altro la partecipazione, nel gennaio del 2014, a Room Service, un progetto all’interno di AltaRoma ideato e curato da Simonetta Gianfelici e volto alla promozione di una cerchia selezionata di giovani designer italiani e stranieri che vantano una produzione Made in Italy. È in questo contesto che ho presentato la mia prima collezione e ho lanciato il mio brand CLEMSA.
Un altro importante traguardo l’ho raggiunto grazie a Bagheera Boutique, che è stato il primo negozio ad aver creduto in me come brand emergente e che ha notevolmente valorizzato il mio prodotto dal punto di vista della ricerca. La collaborazione, nata a febbraio 2014, subito dopo la presentazione della collezione ad AltaRoma, mi ha fatto crescere molto e sono veramente grata per la fiducia che mi hanno dimostrato da subito, oltre che per il costante incoraggiamento.

Giada: come vivi il mondo della moda?
Sabrina:
lo vivo con la curiosità, l’inesperienza e la spontaneità di chi proviene da un altro settore, ma senza l’esigenza di uniformarmi e rincorrere per forza quegli stili, quei ritmi e quella stagionalità. Provenendo dal campo dell’architettura e del design ero abituata a progettare e creare “prodotti” non stagionali, che nascevano da un progetto o da un percorso abbastanza lungo e il cui risultato non aveva un “tempo” di vita. Il mio prodotto, anche per la natura prettamente artigianale, l’ho concepito così, seguendo un po’ quello che era stato il mio modo di “creare”, considerandolo un valore aggiunto. Finora la “stagionalità” l’ho scandita con la scelta di diversi tipi di pellami e colori nuovi senza alterarne i modelli. Ovviamente non sarà un prodotto sempre uguale a se stesso.

Giada: in una società dove i grandi gruppi industriali e la produzione di massa hanno spesso la meglio sul mercato, come viene interpretata dai consumatori la tua realtà artigianale?
Sabrina:
date le caratteristiche del mio prodotto, artigianale e innovativo, il mio è considerato un lavoro “di nicchia”. Viene riconosciuta e apprezzata la ricerca e la sperimentazione sui materiali che hanno guidato il mio percorso, e da cui prendo spunto per la progettazione. Queste caratteristiche mi hanno consentito di realizzare anche prodotti “su misura”, ascoltando le richieste specifiche dei clienti; anche grazie a questo ha avuto un riscontro molto positivo dal mercato.

Giada: obbiettivi futuri?
Sabrina:
il mio primo obiettivo è consolidare il progetto iniziale e allargare la distribuzione verso altri mercati. Ho in mente una nuova collezione, che sarà sempre caratterizzata dalla trama – che è l’autentica anima di Clemsa – ma, in più, ci sarà una sperimentazione: giocherò con le forme e con nuovi materiali , alternativi ai pellami. Per ora sono solo prototipi, ma l’intreccio verrà applicato per realizzare anche altri tipi di accessori e prodotti di abbigliamento.

CLEMSA-01
CLEMSA-02
CLEMSA-03
Articoli Consigliati