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La moda è uno di quei campi in cui novità e diversità sono spesso sinonimi di evoluzione e miglioramento.
Il cambiamento è la linfa vitale di questo sistema, che essendo in continuo movimento ha la necessità di avere lo sguardo rivolto verso il futuro.
È per questa ragione che la moda lascia ai giovani talenti l’opportunità di essere tra i suoi protagonisti principali.

Questo è estremamente importante in un era come la nostra, in un paese in cui viene ancora data poca rilevanza a quello che i giovani hanno da dire.

Abbiamo così deciso di intervistare Gioia Giustino, studentessa al terzo anno del corso fashion stylist and editor dell’Istituto Europeo di Design (IED) di Roma.

 

Quando hai capito di essere una creativa?

Non credo ci sia stato un momento particolare di illuminazione o presa di coscienza.
La creatività è qualcosa che va alimentata con il lavoro costante, l’accrescimento culturale e le ispirazioni mutevoli dell’ambiente circostante. Ogni cosa intorno a noi è creativa ed io spero, anche solo un minimo, di rendergli merito.

 

Dove prende forma la tua creatività?
Gli editoriali di moda, i lookbook, le adv-campaign, il supporto dato ad un’azienda o ad un designer, penso siano concrete dimostrazioni e tratti distintivi del mio essere stylist.  In più si aggiunge anche la professione del fashion editor che con articoli di moda, credo porti avanti qualcosa di oltremodo tangibile: i pensieri durano nel tempo e quelli scritti lo oltrepassano.

 

Quando hai cominciato ad interessarti di moda?
Immagino che ciò sia avvenuto molto spontaneamente, quando ho capito che la moda non è certo un punto d’arrivo, è sempre stata parte di ogni cosa. Passione e professione. Non solo, è complessità e bellezza, è specchio del mondo, di un dato momento storico ed è sempre mossa da antecedenti premesse sociologiche.

Prima dell’Istituto Europeo di Design ho condotto studi sociologici e forse è per questo che mi sono poi dedicata alla moda, perché in essa, ho trovato qualcosa di profondamente comunicativo.

Sì la moda è comunicazione e nulla mi avrebbe reso più felice di esprimere qualcosa di tanto in sintonia con il tempo, con oggi.

Dal punto di vista di una giovane fashion editorstylist cosa manca oggi nel mondo della moda?
La verità! Sì perché da un certo punto di vista in questo settore possediamo una libertà di parola fittizia.

Scriviamo articoli per giornali dovendo tener conto dei loro inserti pubblicitari, dei brand che sostengono un magazine e questo ci pone nella condizione di essere pilotati.

Come se anche le opinioni avessero un costo e la cosa demotivante è la condizione di accettazione e autocensura a cui porta tutto questo meccanismo.

Perfino nella nuova tecnologia c’è qualcosa che nutre il conformismo; la gente ha paura di esprimersi differentemente perché teme la reazione che può provocare in rete.

Spero che con il tempo questa situazione vada a districarsi lasciando più raggio d’azione, per una professione che esiga più sincerità.

 

Secondo te, nel panorama del fashion system italiano c’è spazio per i giovani talenti?
Assolutamente sì! Il cambiamento è parte della moda e seppure in Italia ci si volge sempre a fatica verso il nuovo venuto, alla fine la qualità la vince e chi è davvero dotato verrà sempre adottato.

Si sa essere a volte schivi al riguardo, questo è vero, ma non sprovveduti e se una giovane promessa brilla, la patria del made in Italy non ha che da fare spazio e tenersela stretta o comunque donarle giustizia.

E lo vedo avvenire spesso alle fiere, dove giovani designer emergenti, creano sempre più curiosità nel campo e si sa, la curiosità la fa sempre da padrona.

 

Se ti dico futuro cosa vedi?
L’inaspettato… è come chiedere “Raccontami di domani”.

Una storia che mi è oscura e allora dirò che domani è una promessa, la mia e quella di ognuno di noi, è speranza e visione!

Cattura e ci spinge oltre, ci porta ad essere gli intuitori di nuove idee, di ciò che non è stato ancora.

Domani è nella bellezza delle persone che ancora riscopriremo, negli eventi accidentali, nel rinnovamento. E la moda sarà lì, opportuna e in prima linea a renderne nota, perché siamo noi da sempre, che come instancabili messaggeri di tutto questo, le diamo nuova linfa.

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